PARTECIPAZIONE 2020. CAMINI, IL LABORATORIO DOVE LE DONNE RIFUGIATE RECUPERANO LE TRADIZIONI CALABRESI

La Proloco Camini è tra le organizzazioni selezionate quest’anno con un progetto che porterà alla vendita on line dei prodotti realizzati con il telaio.

 

 Nel centro di Camini, un paesino della Calabria a pochi chilometri da Riace, c’è un piccolo laboratorio tessile: “Ama-la”, un nome che significa “donna e madre”, da un’espressione tibetana, e rappresenta tutta l’essenza di questo luogo. Qui ci sono cinque telai, uno antico perfettamente funzionante e gli altri quattro nuovi, realizzati seguendo il modello del primo. Li usano le donne rifugiate che vivono nelle strutture di accoglienza del Siproimi (i cui fondi hanno contribuito alla creazione del laboratorio), guidate da due maestri che arrivano da un paese vicino, Caterina Niutta e Giuliano Ienco.

E’un posto incantevole, Ama-la, dove vengono prodotte borse e teli con stoffe ecologiche, riciclate o realizzate con l’antica tecnica calabrese della pezzara (il tessuto a strisce multicolori è ottenuto con l’utilizzo dei cascami di varie stoffe). I colori e le fantasie richiamano, oltre alla tradizione locale, le diverse culture delle donne che vi lavorano. Alcuni tessuti sono stampati anche con tecniche innovative, quella dell’ecoprinting per esempio, con fiori e foglie veri.  Ma Ama-la è un posto meraviglioso soprattutto perché permette a donne provenienti da diversi paesi -Senegal, Nigeria, Somalia, Siria- e con storie di violenza di riprendere in mano la propria vita, di concentrarsi su un lavoro creativo, di sentirsi protette e parte di una comunità, come spiega l’antropologa e ricercatrice Serena Tallarico che ha redatto e seguito il progetto dall’inizio.

Questo laboratorio è stato ideato da Eurocoop Servizi Cooperativa Sociale e finanziato con il contributo OttoxMille dell’Unione Buddhista Italiana (U.B.I.). Le attività sono partite a gennaio ma dopo poco più di un mese si sono fermate per l’emergenza Covid. Allora le donne siriane del gruppo hanno messo la loro esperienza di sarte al servizio della collettività e hanno cominciato a cucire mascherine per tutti. Finora ne hanno prodotte 5mila ed Eurocoop ha provveduto a distribuirle gratuitamente in tutta la zona di Camini e anche in altre regioni.

Adesso, nonostante le difficoltà del periodo di emergenza, sta per partire un nuovo progetto legato alla sartoria: “Diramare”. La Proloco di Camini – che lavora con Eurocoop – è tra le organizzazioni selezionate per la nuova edizione di PartecipAzione, il programma di Intersos e Unhcr. Con il finanziamento vinto realizzerà corsi di formazione in creazione e gestione di impresa e realizzazione di un e-commerce – a cui potrà partecipare anche la popolazione locale – che al termine porteranno le donne rifugiate coinvolte a gestire in maniera autonoma la sartoria e la vendita on line dei prodotti che realizzano.

Tra le protagoniste di questa sfida c’è Douaa, una ragazza siriana di 19 anni che studia all’Istituto per il turismo. E’arrivata quattro anni fa in Italia insieme alla sua famiglia grazie al progetto dei corridoi umanitari Resettlement. Douaa parla già molto bene l’Italiano. “La Calabria -dice- è la sua seconda casa”. Sarà lei a curare la comunicazione del nuovo progetto e in futuro avrà di certo un ruolo importante nella gestione dell’azienda sartoriale.