COVID-19, L’APPUNTAMENTO SU WHATSAPP PER PARLARE DI ARTE E STATI D’ANIMO

Così l’associazione culturale Blitz continua a comunicare con i giovani rifugiati del progetto Diverse Visioni che vivono nei centri di accoglienza di Palermo.

 

“…and still go high”. Un modo diverso per dire il più diffuso “andrà tutto bene”; un modo diverso – quello dell’associazione culturale Blitz di Palermo – per affrontare questa quarantena e per restare in contatto con i giovani rifugiati coinvolti da tre anni a questa parte nel progetto di avvicinamento al teatro Diverse Visioni. “…and still go high” è un modo alternativo per continuare, sebbene a distanza, a parlare di cultura. Ed è in pratica un appuntamento fisso, in attesa di poter riprendere presto ad andare a teatro insieme: due giorni a settimana, il mercoledì e il sabato mattina, nel gruppo whatsapp creato dalla presidente dell’associazione, Margherita Ortolani, i ragazzi – giovanissimi rifugiati e richiedenti asilo che vivono nei centri di accoglienza di Palermo e dei dintorni- si incontrano virtualmente per scambiarsi suggestioni artistiche, immagini, canzoni, video, pensieri. Spunti per cominciare un dibattito su quello che fanno e soprattutto che sentono in periodo in cui tutto si è fermato. “In questa fase di emergenza, essendo i teatri chiusi, la principale attività di Diverse Visioni è chiaramente interrotta -spiega Margherita Ortolani – ma abbiamo deciso di fare di tutto per non interrompere le relazioni con i ragazzi che bloccati nei Centri di Accoglienza, spesso senza le informazioni necessarie, hanno anche bisogno di una valvola di sfogo”.

Da pochi giorni è partita inoltre un’altra iniziativa, sempre a distanza. Si tratta di un laboratorio di scrittura per il teatro voluto proprio da un gruppo di ragazzi. Fanno parte della classe virtuale, al momento, otto rifugiati, alcuni di loro sono studenti universitari. “Ma stanno dimostrando interessamento anche alcune ragazze che vivono in un centro di accoglienza fuori Palermo – spiega Margherita Ortolani che gestisce il corso – Sono giovani donne vittime di tratta a cui tengo molto e con cui spero – dice Margherita – di poter mantenere una relazione vista la brusca interruzione del progetto – la terza edizione di Diverse Visioni – in cui erano da poco state coinvolte”. L’associazione Blitz in questo periodo sta cercando anche di fare da tramite per la diffusione di informazioni utili ai ragazzi sia dal punto di vista sanitario che legale: sulle sue piattaforme on line ha condiviso materiali informativi  tradotti e diffusi da altre associazioni attive sul territorio, tra cui quelli del Progetto Fami di Itastra- Unipa.

Il progetto Diverse Visioni dell’associazione culturale Blitz è nato nel 2017 per favorire la diffusione della cultura teatrale tra migranti e rifugiati under 25. Nel 2019 è stato selezionato per programma PartecipAzione di Intesos e Unhcr e grazie a questo finanziamento è stata messa in scena da sei giovani attori rifugiati la rappresentazione “M’appelle Mohammed Ali”. La terza edizione, attualmente sospesa, ha ricevuto il sostegno del Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo e vede la collaborazione dell’associazione Spettatori migranti Attori sociali di Roma che lavora per un coinvolgimento dei ragazzi oltre che nella visione degli spettacoli teatrali anche nella analisi critica e nella scrittura delle recensioni.